Il giorno più brutto della mia vita

Il giorno più brutto della mia vita è successo un po’ di tempo fa. Ero a casa a giocare con le mie sorelline sul piatto della  doccia (che ci piace leccare ben bene perché lì l’acqua è più buona che nelle nostre ciotoline, soprattutto dopo che la ragazza con cui viviamo fa la doccia), quando è arrivata una strana tizia.

La mamma era uscita in giardino, quindi lei non l’ha vista. Ma le mie sorelle (Oblò e Senzanome1) si, ed è stato proprio seguendo loro che sono andata a vedere che cosa succedeva e ho incontrato per la prima volta la tizia, e la sua scatola di ferro.

Aveva un odore strano, odore di un altro gatto, e un po’ anche odore di paura, ma le mie sorelle si sono subito divertite a saltare dentro e fuori dalla scatola di ferro, con quelle belle sbarre da rosicchiare, che ho cominciato a giocarci anche io, mentre la tizia e la ragazza con cui vivevamo parlavano con noi e ci facevano tanti complimenti.

Ma poi, a un certo punto, non so bene cosa è successo. Le mie sorelle sono scappate via, come se si fossero messe d’accordo, e io sono rimasta chiusa dentro alla scatola da sola. Non ci ho pensato subito che ero in trappola, perché la ragazza con cui vivevamo si è messa a piangere, subito dopo avermi accarezzata ed aer chiuso la scatola, così ho pensato che era un gioco, e che mi avrebbe liberata subito.

Ma non è successo.

La scatola si è mossa, e mi ha portata fuori (ed io ero troppo affascinata dello scoprire gli odori e la luce che c’era “fuori”, dove noi non avevamo il permesso di andare). Sapevo che c’era la mamma lì, speravo che mi stessero portando da lei, ma non l’ho vista.

Chissà, forse stava correndo dietro ad un piccione, in giardino. Noi i piccioni li odiamo.

Il giorno più brutto è stato quello lì perché non ho neanche potuto salutare la mia mamma, prima di andare via, e adesso chissà, forse si è già dimenticata di me.

Ma gliela ho fatta vedere io alla tizia che mi ha portato via: ho gnaulato a voce altissima per tutto il tragitto su quella macchina infernale su cui mi hanno caricata, dove faceva tanto caldo e c’era un umore insopportabile. Chiamavo la mia mamma, ma lei non è potuta venire a prendermi.

Promemoria per me stessa: la curiosità uccise il gatto, ma forse prima lo imprigionò in una scatola con le sbarre e lo portò via.

Promemoria numero 2: la prossima volta che vedo le mie sorelle devo ricordarmi di graffiarle, a quelle stronze traditrici.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...