I 10 segnali che indicano la presenza di un gatto in casa

Un gatto (o una gatta) un po’ pestifero, direbbe la mia umana… ma io e voi la storia la conosciamo in un’altra maniera, non è vero?
Noi sappiamo che qualsiasi casa senza gatto è una casa ben triste.. poco allegra… non adeguatamente sorvegliata o..utilizzata. Si.

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Del resto, noi gatti portiamo gioia e siamo molto decorativi, spaparanzati qua e là per casa, no?

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E dunque, proprio per riconoscere queste case felici, benedette dalla presenza di un gatto, e dove sarà una gioia entrare (ve lo dico io), ecco i 10 segnali che indicano la presenza di un gatto in casa:

1. Beh, il primo inconfondibile segno è chiaramente quello dell’arredamento “a misura di gatto“: gattaiole, reti alle finestre, tiragraffi, ciotole sparse qua e là, la nostra cassettina della privacy… ma anche cuscini amache e attrezzi vari appesi in giro per casa alle più strane altezze.

Potete misurare l’amore che un padrone porta al proprio gatto da queste cose, sapete?

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Cioè, voi non ci vivreste in un posto così? io e la mia umana si…

2. Le scatole. Vedete una strana scatola abbandonata in giro per casa?

Sciocchi. La scatola non è affatto abbandonata. E’ una trappola per gatti e state attenti: in quella casa abita un gatto molto furbo se ancora non riuscite a localizzarlo nelle vicinanze della scatole.

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anche se io vorrei che l'umana m'avesse trovato questa...

anche se io vorrei che l’umana m’avesse trovato questa…

Guardatevi le spalle.

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3. Sabbietta sparsa in giro dappertutto che ti sembra di stare in spiaggia (e, se chiudi gli occhi, quasi quasi puoi sentire il rumore del mare… sopra a quello delle fusa o del dolce ronfare soddisfatto del tuo peloso combinaguai)

4. Giocattoli sparsi ovunque, ma proprio OVUNQUE. Soprattutto in luoghi irraggiungibili tipo il sotto dei mobili, del frigo, o della lavatrice. Ma sono messi lì per una ragione, sciocchi umani: per tenerli AL SICURO, ve l’ho già detto.

Quindi, lì restano.

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5. Pelo. Pelo dappertutto. Spazzole per il pelo disseminate in pochi metri quadri, palle di pelo che rotolano tipo gli arbusti nel deserto nei film western.

Palle di pelo che prendono residenza in casa vostra e fareste meglio ad abituarvici: dategli un nome, coccolatele, tengono compagnia anche loro.

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6. Porte sempre aperte. Il gatto deve andare dappertutto. Anche in bagno con voi, se necessario.

Ed è SEMPRE necessario.

Kitten

7. Quel vago sentore di ..crocchini, che riempie l’aria. Ah, che casa felice è quella che quando entri senti il profumo del tono appena de-scatolettato! Gnam!

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8. Il rumore inconfondibile dell’acqua che gocciola, e i lavandini sempre occupati.

Noi gatti si sa, siamo molto puliti…

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9. Curiosa assenza di mollette per stendere i panni, curiosa presenza di panni raggrumati sotto lo stendino, o pericolosamente appesi. Misteriose sparizioni di soprammobili, peluche, del contenuto della borsa degli umani, e di qualsiasi altro gingillo che attiri l’attenzione del peloso.

Se lo chiedete al gatto di casa, non ha la più pallida idea di cosa sia accaduto.

La forza di gravità, forse.

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10. Curiosa assenza di piante VIVE (o sopravvissute) in casa. Tutte quelle a portata di occhio sono finte.

curioso, davvero.

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Insomma, laddove non adeguatamente segnalato,

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avete solo da aguzzare l’occhio per scoprire (si, proprio come nel gioco della settimana enigmistica) le semplici tracce della presenza di un fortunato gatto di casa.

E la vostra casa, quanti di questi segnali “espone”??? ahahah la mia tutti e anche qualcuno in più… giusto per essere sicuri!

Non ci abbandonate… mai!

VACANZE-ESTIVE

Ogni tanto, ma soprattutto adesso che si avvicinano le vacanze estive, penso a quanto sono fortunata.
La mia umana mi tiene con sè, anche nel caldo afoso del nostro appartamentino, piuttosto che mollarmi da qualche parte, fosse anche nella casa più grande e più fresca dei suoi genitori.
La mia umana si fa 1000 e 1000 paranoie esagerate ad abbandonarmi per qualche giorno per andare in vacanza, ma se anche ci andasse, mi lascerebbe dai “nonni”, a farmi viziare e coccolare, o mi metterebbe in una bella pensione per gatti dove posso giocare e correre, anche se in una gabbia, e aspettarla con qualcuno che si occupa di me.
No, in effetti in una pensione non mi metterebbe mai se non essendoci proprio proprio costretta.

ma mai, mai, mai la mia umana mi abbandonerebbe come un giocattolo vecchio, sul ciglio della strada, perchè ha di meglio da fare.

Sono io il meglio da fare che ha, e quasi quasi ne sono fiera.

Ma il mio pensiero va sempre ai tani mici meno fortunati di me, a quelli che ancora sono in gattile, a quelli che forse non ne usciranno mai più, a quelli che sognano che i loro padroncini tornino a prenderli, o che vengano a portarli presto con sè sul Ponte dell’Arcobaleno. A quelli che si struggono di nostalgia e a quelli che perdono l’appetito, a quelli che non sanno cosa sia la vita in una casina tutta per sè, con una cuccia calda e il cibo nella ciotola, e i grattini del tuo umano sulla testa. E penso, penso ai mici che non ci sono più, vittime dell’indifferenza e della stupidaggine di certa gente.
Ci penso e non posso fare altro che pregare perchè siano felici, dovunque siano, o perchè lo diventino presto, prestissimo.

Allergia vattene via!

La mia umana è allergica.
A cosa, alle piante e ai pollini, vi chiederete voi? Alla polvere? Al cioccolato?
No, la mia umana è allergica a ME.

E per quanto mi sarebbe piaciuto, con il carattere di una volta (quando ancora volevo scappare via di qui e tornare dalla mia mamma gatta), poter ridere delle sue sofferenze, ora sta ragazza mi fa un pò pena.

Perchè sapete, lei mi vuole tanto bene che affronta stoicamente la sofferenza.
Da giorni ormai non respira più, non dorme più (e non fa dormire neanche me, che pur mi ostino – per farle un pò di compagnia perchè lo so che a lei fa piacere sentirmi vicina- a dormire accoccolata ai suoi piedi, sul letto). Continua a soffiarsi il naso, starnutisce da far tremare la mansardina (e far scappare i maledetti piccioni che si ostinano a raggrupparsi sul piccolo pezzo di tetto che vedo dalla mia finestra!), piange.

E io non so se piange perchè tutti continuano a dirle di mollarmi e lei ha orrore solo al pensiero, oppure ..boh.
Perchè gli umani piangono?
Non lo so, io le do sempre le mie testatine affettuose, e lei non si tira mai indietro. Non mi ha mai negato una coccola, una carezza, o un bacio, anche se poi torna a starnutire. E lo sa che sono io, che è a causa mia che sta così da giorni e giorni.
Ride anzi. Sarà scema?

Io sopporto con la sua stessa stoica determinazione anche le quotidiane operazioni di “contenimento”. Almeno questo glielo devo, visto come si è voltata stizzita e sdegnosa quando persino la sua mamma umana le ha consigliato di… “parcheggiarmi nell’altra casa per un pò”. Fino a che non le passava la fase acuta di allergia.
Ma lei ha risposto che l’allergia non è un cancro, e passerà, e che la mia casa è quella dove viviamo noi due…io e lei. La nostra mansardina. E che nell’altra casa (dove ho una bella taverna tutta per me, sia chiaro, che con questo caldo quasi quasi mi invoglia…) ci andrò a stare solo quando ci sarà anche lei.

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Oggi è andata in farmacia a comprare gli “antistacosici” (o come cavolo si chiamano), che dovrebbero aiutarla ad alzare le difese e quindi “abituarsi” all’allergia, e io so che lo ha fatto per me, solo per me, anche se non ha molti soldini da spendere e quelle medicine costano un pò. Ha guardato malissimo anche la farmacista, che le ha consigliato di “allontanare” il gatto per qualche tempo. L’ho vista che l’ha raccontato alle sue amiche gattare su Facebook.

Non lo so perchè ma ho provato orgoglio quando l’ho sentita, e così – dopotutto non mi costa poi molto – da quel giorno mi faccio spazzolare buona buona ogni giorno, anche un paio di volte al gorno, senza dire nulla. Sopporto con stoica determinazione che lei passi lo “spirapolvere” o come diamine si chiama l’aggeggio infernale, quasi ogni giorno, e che lavi e freghi e spruzzi e igienizzi ogni superficie, coperta e copertina su cui mi adagio.

E la notte, quando lei cerca di dormire e si gira e si rigira perchè non riesce a respirare, io veglio il suo sonno. Cerco di non respirare, non muovermi, non disturbarla, ma qualche volta è più forte di me… mi avvicino e l’annuso, per sentire se sta bene, e qualche volta le do una leccatina sulla fronte.

Del resto dicono che l’amore fa miracoli, perchè non può riuscire a immunizzarla allora.. contro l’allergia a me?

gatto_amore_fa_miracoli

Sono una gatta fortunata

Sono una gatta fortunata perchè m’hanno regalato un sogno
sono fortunata perchè non c’è niente che ho bisogno
e quando viene sera e io sono con te
è andata come è andata la fortuna è di strusciarsi ancora…

gattabigia_gatta-fortunata

In effetti, dovrei andare cantando più spesso questa canzone, in giro per casa, alla mia umana.

Ci pensavo l’altro giorno… Mi capita a volte di leggere con la mia umana (che è sempre su Facebook a controllare cosa faccio) storie di mici tristi, di mici abbandonati, di mici che finiscono al gattile, e di mici che non ce la fanno, di mici che si lasciano andare e di mici che combattono fino all’ultimo respiro, di mici maltrattati, picchiati e disperati, di mici ammalati, di mici che non ci sono più.

Ci capita anche di leggere storie di mici fortunati, di mici amati, di mici che non ci sono più ma che ancora oggi vengono ricordati, di mici di casa e mici da giardino, di mici che possono correre liberi ma alla sera hanno un riparo, e del cibo nella ciotola, e qualche carezza. Di mici che hanno moltissime carezze, e fanno moltissime fusa.

Io a volte non capisco, ma forse è solo perchè la mia testolina di gatta è già piena di fusa e impegnata a studiare i 1000 modi per fare un sonnellino nella mia cuccia, o di scappare per dare la caccia a quei maledetti piccioni che scorazzano sul tetto, impudenti, davanti a me… però quando ci penso, quando ci penso davvero, non capisco.

Non capisco come fanno ad esserci umani buoni, come la mia, e umani cattivi, come quelli di cui leggo. Umani che non ci risparmiano una carezza, del buon cibo, un riparo caldo, la loro buffa compagnia, e umani che non ci risparmiano un calcio, un dispetto, un’aggressione.

Io non capisco, perchè noi gatti invece siamo tutti uguali: tutti sempre pronti ad amarli, questi umani, a credere in loro, ad avvicinarci alle loro mani tese, a sprecare una coccola, una testatina, a cercare le loro carezze con tutto il nostro corpo, a fidarci di loro.

Ma loro, gli umani, a volte ci tradiscono, e io non lo capisco. Ci abbandonano, dopo averci dato l cure che ci hanno tolto la vitalità del gatto di strada, e la capacità di poterci arrangiare da soli. Ci maltrattano e si dimenticano di noi, ci scaricano quando diamo fastidio, come se fossimo quei sacchi della pattumiera che escono a portare in strada, quando sono pieni.

Io non capisco, e quando non capisco mi volto a guardare la mia umana, quei suoi occhi marroni che sempre mi scrutano con affetto (a volte anche troppo insistenti, e mi svegliano quando sto dormendo). E lei, la mia mamma umana, che è venuta a prendermi un giorno e non mi ha lasciata più, che non mi lascia mai la ciotola vuota e mi rimpinza di leccornie, che non mi nega mai una carezza, una briciola della sua tavola, un sorriso… lei mi sorride e mi accarezza piano, mi posa un bacio sulla testolina, e ci guardiamo negli occhi in silenzio.

A volte vorrei dirle grazie, perché so io quanto sono fortunata. Ma poi la gurdo negli occhi e vedo come mi sorride, quasi a scusarsi per quelle cose che succedono, in quel mondo fuori dalle quattro mura, protette, in cui stiamo io e lei, e allora io so che anche lei SA. Sa che io so.

Allora mi volto, mi faccio grattare la pancia, le faccio le fusa.

E il mondo per noi resta un mondo bellissimo.

Essere furbi

Quella scellerata e’ dinuovo uscita questa sera, col freddo che fa… Mi ha lasciata qui da sola, al buio, ad arrangiarmi con le ciotole piene.
Al buio!
Con questo freddo!

Quando è tornata le ho fatto una dose extra di fusa: deve abbassare la guardia, e capire che il momento giusto e’ quando torna a darmi tutte le attenzioni che merito, e non quando se ne va via (e io finalmente posso dormire in Santa pace senza che lei mi prenda e mi sbaciucchi e mi accarezzi troppo… ) si fa quello che decido io in questa casa, checcavolo!

Intanto la data si avvicina, e io sono ancora agli inizi con l’educazione di questa sciocca umana.

Non ce la faro mai.

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Casa dolce casa

Finalmente domani torniamo a casa.
Casa. Quella vera.
Casa.
Non questo posto dove sono costretta a stare sola per parte della giornata (quando la mia padroncina – e gli altri due simpatici umani – non vengono a giocare con me, pulire la mia cassettina -xche sanno che ci tengo alla pulizia- darmi da mangiare, giocare con me dinuovo, farmi le coccole… Insomma). Questo posto dove devo dormire sola nella mia cuccia o sul divano o sulle sedie imbottite o davanti al camino acceso, proprio non mi piace. E’ troppo grande, dispersiva.. Non e’ la mia casa.
Casa.
Quella dove ho la mia cuccia, i miei giochi, la mia pappa, e la mia padroncina a scaldarmi quando mi viene freddo.
E’ solo per questo motivo che le permetto di dormire nel letto: per trovarlo già caldo quando arrivo io, e perché sia più vicina quando ho fame e voglio mangiare.

Altrimenti L’avrei già uccisa nel sonno.

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