Come fare le coccole al vostro gatto

Noi gatti siamo abitudinari.

Oserei quasi dire che ci passiamo le abitudini di generazione in generazione, pur di non perderle, avete notato?

E tuttavia,chiunque abbia avuto in casa più di un gatto sa anche l’altra grande verità: ognuno di noi è preziosamente diverso dall’altro, irreplicabile, inimitabile.

Pallino ha sempre amato stare in braccio e farsi fare le coccole, Birba ti graffiava se anche solo osavi pensare nella sua direzione. Ronfo dormiva 22 ore al giorno e le altre 2 le impiegava per mangiare, e trascinarsi dal divano alla cuccia e indietro, Attila dormiva durante il giorno – ma sempre con un occhio aperto – ma la notte no (come dice la canzone), e cossì via.

Ognuno di noi un universo meravigliosamente a sé.

E la questione coccole non fa differenza.

Io ad esempio le sopporto mio malgrado, quando l’umana decide di farmele (ma devo dire che conoscendomi lei si trattiene) e mi piacciono “a modo mio”, ovvero quando lo dico io e per il tempo che dico io, dopodiché sguscio via stizzita, a volte piantando anche un bel morso o graffione. Si, a volte le do anche i bacetti… e la vera rarità è quando mi faccio cogliere alla sprovvista e senza nemmeno accorgermene mi rivolto pancia  all’aria facendo persino le paste con le zampe.

Dura una frazione di secondo, però, poi riprendo subito il mio contegno. All’umana dispiace, ma io sono fatta così.

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E tuttavia, sapete che le coccole che ci potete fare sono varie, tanto che mi sento oggi di darvi il mio personale dizionario delle coccole feline (umani avvisati..gatti affezionati).

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Ecco dunque i 10 modi per fare le coccole al vostro gatto (e se gliele fate bene, potrebbe anche decidere di non mordervi!):

1.Il gratta-mento: la prima e fondamentale mossa quando non si conosce bene un gatto o ci si deve conquistare la sua fiducia.. come con i cani, gli si fanno annusare le vostre mani. Se passate il controllo, probabilmente vi lasceremo grattare brevemente la zona sotto il muso, ma senza sperticarci in lodi per il vostro operato, dimostrare di gradirlo o lasciarvelo fare a lungo..le prime volte.

In un secondo momento può darsi che solleviamo il muso succhiudendo beatamente gli occhi e vi lasciamo procedere al

2. Gratta –gorgiera: si, lo so che sembra che abbia poca fantasia perché tutte queste mosse iniziano con “gratta”, ma noi gatti passiamo la maggior parte del nostro tempo a strusciarci da soli dappertutto (su di voi, sui mobili, sulle pareti, sui nostri giochi..) che poi è normale che vogliamo da voi un po’  più di azione (tanto più che siete dotati di dita ma le vostre unghie non sono intelligenti e affilate come le nostre).

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Il gratta-gorgiera si pratica andando a massaggiare con i polpastrelli la zona del “petto” del vostro micio. Se è un coccolone di natura gli piacerà. E’ una zona relativamente neutra per il gatto (non implica questioni di fiducia come pancia, gola, zampe) né scatena subito reazioni dovute all’elettricità statica che tanto ci stizziscono (lo sapete, no, che è il motivo per cui tolleriamo le coccole per poco tempo.. perché l’attrito con il pelo, la pelle, le vostre unghie, alla fine ci fa “frizzo lare” e ci innervosisce!)

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3. La strusciatina laterale: è un correlato del gratta-musino… ad alcuni di noi piace particolarmente che ci lisciate i lati del muso, vibrisse comprese, ma nel senso giusto! Se siete particolarmente bravi, vi faremo persino continuare ad accarezzarci sui fianchi e via via verso la coda.

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4. Il frontino: dicasi a sia del colpetto di fronte alla mano che prelude al rollercoaster (unica coccola che permettiamo anche agli estranei) sia del grattino, lievissimo, quasi un sussurro, che si usa fare all’attaccatura del nostro nasino e sulla fronte. Per piacerci deve essere una carezza lievissima, un soffio, e non è che ce lo facciamo fare da tutti, sia chiaro…

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Si dice infatti che se un gatto socchiude gli occhi e si fa toccare il naso, si fida completamente di voi.

Per forza è così, perché il naso è il punto più sensibile e delicato di noi mici, sapete?

5.Il rollercoaster: è l’altra modalità “di base” di interagire con il vostro gatto. Basterà che gli tendiate una mano con il palmo rivolto all’ingiù che sarà lui stesso a protendersi con la testa e inarcando la schiena in modo da mostrare (a voi inetti umani) il modo in cui accarezzarlo. Dalla testa alla coda in un’onda rocambolesca e poi dinuovo su e ripartire, ad libitum.

Fino a che micio non si scoccia o decide di passare ad altro.

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6.Il grattino alla coda: il rollercoaster può terminare in due modi, o chiudendo a pugno la mano e accarezzando tutta la coda (senza tirare, bambini dispettosi!) oppure con un sano grattino alla base superiore della coda che ci fa letteralmente impazzire.

Noi gatti lo  amiamo, e solitamente questo grattino ci introduce nella zona “coccole pesanti”, facendoci gettare su un fianco con una dichiarazione di “fammi tutto quello che vuoi, umano!” oppure sollevare poco dignitosamente il didietro, oppure ancora accucciare per offrirvi il lato migliore di noi (ovviamente sempre il B) e farvi continuare.

7. Il grattino alle orecchie: lo so che ce lo avete presente. È quello che ci fa assumere quella stupida espressione da “sono in paradiso” con gli occhi socchiusi e le fusa a tutto volume.. ma non ci piace eh, proprio no… (oddio dai un pochino si, dai.. ma solo un pochino!)

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8. Il massaggio alle zampine: ve lo lasciamo fare solo se ci fidiamo particolarmente di voi. Il massaggio alle zampine non piace a tutti noi gatti, ed è una cosa parecchio personale.

Ci resta da capire perché invece voi umani andate in visibilio per i nostri gommini.. sarà che non ne avete di vostri?

Voglio dire, è molto più interessante il nostro lato B, e tuttavia ogni volta che ve lo sbattiamo in faccia per farvi un complimento voi sembra che siate disgustati.. mah. Non riusciremo mai a capirvi.

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9. Il gratta-pancia: anche questa mossa è questione di fiducia, molta fiducia. La pancia di noi gatti (oltre a essere sempre piena) è territorio sensibile, vulnerabile, frizzolosissssssimo. Da accarezzare con parsimonia, insomma, e solo fino a quando ce la sentiamo noi.

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Io per esempio non ho mai lasciato che la mia umana mi spazzolasse la pancia, proprio non lo sopporto. Qualche volta, se mi prende mezza addormentata, la lascio fare qualche grattino,

ebbene si, questa sono io.

ebbene si, questa sono io.

 

ma poi stop, basta, off-limits!

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Ci sono gatti senza dignità invece che si girano e rigirano a pancia in su come se non avessero il senso della privacy.

Valli a capire.

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10. Il gratta-ascella: eh il gratta-ascella. Non sono una fan nemmeno di questo (mentre invece la micia che mi ha preceduta mi si racconta che fosse campionessa mondiale di grattini alle ascelle: si metteva a zampe all’aria e via che si stirava lunga lunga con la zampa quando gli umani le facevano i grattini sotto l’ascella…dicono che fosse uno spettacolo da vedere.. mah.)

coccolegatti

E voi che apporto avete con le coccole e i vostri umani? Vi lasciate spupazzare o ogni volta finisce in un bagno..di unghie e sangue??

ps. comunque, se volete che il vostro gatto vi ami incondizionatamente, va bene le coccole, va bene giocarci assieme, ma… la pappa pronta e abbondante è fondamentale!!!

Routine

Abbiamo una routine la mia umana e io.

A giorni a giorni si è costruita, ed ora è come una specie di danza.
O almeno: lo è fino a quando io non la faccio inciampare capitando le fra i piedi (ma è così divertente quando riesco a farla incespicare ..che non so resistere!)

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In ogni caso… vi stavo parlando della nostra routine. Di quella specie di danza che facciamo dalla mattina alla sera, da quando lei si sveglia (e io sono già attiva da ore – ORE! Non riuscirò mai a capire cosa ci trovi a dormire fino alle 9 della mattina… è molto meglio alzarsi presto e poi dormire per il resto della giornata! Invece di sprecare le ore migliori in stupide attività da umani… bah), a quando andiamo a nanna.

E’ una routine ben consolidata perchè, si sa, a noi gatti non piace cambiare le cose. E la mia umana mi scombussola già abbastanza quando mi impacchetta nel mio trasportino e mi porta nell’altra casa, o mi riporta qui, nella nostra casina. In ogni caso, io tento di mantenere le mie abitudini, e quindi, faccio stare in riga anche lei.

L’agenda della nostra giornata, infatti, si può riassumere in pochi, ma pregnanti momenti:

ore 7.00 mi sveglio – faccio colazione con i pochi croccantini che mi sono lasciata durante gli spuntini notturni, uso la cassettina facendo più rumore di scavo possibile (non si sa mai che l’umana decida di alzarsi e darmi da mangiare seriamente, e poi gioco per circa 15 minuti – stesso intento, di svegliarla, ma lei niente -)

Ore 7.15 salto sul letto dell’umana – gioco per altri 10 minuti fino a che la stanchezza non mi prende, e mi riaddormento. La maledetta ormai ha imparato e non mi fila di pezza fino a che non mi rimetto giù buona. Insistere è inutile.

Ore 8.30 mi sveglio dinuovo – l’umana si gira nel letto, vado a controllare che sia sveglia. Non mi fila.

ore 8.35 alle ore 8.50 – controllo con candenza 5minutale che l’umana si svegli

ore 8.51 inizio a miagolare intensamente – dopotutto l’umana mi paga in croccantini per non dover accendere più la sveglia, la mattina. Un bel risparmio, lasciatelo dire a me

Ore 9.00 salto a piè pari sullo stomaco dell’umana – facile da indovinare sotto le coperte. Ho una mira infallibile. FINALMENTE si alza.

Ore 9.10 l’umana esce dal bagno – dopo avermi abbeverata al lavandino apre le finestre

Ore 9.30 l’umana finisce di fare colazione – insiste per spazzolarmi, darmi la medicina per le palle di pelo che mi hanno fatta stare tanto male, poi mi premia con la colazione. Ultimamente la qualità delle scatolette èmigliorata. Lo sapevo che il digiuno di protesta avrebbe funzionato.

Ore 9.50 l’umana si mette a lavorare e anche io: turno di vedetta alla finestra contro piccioni e mosche. E’ un lavoro duro ma qualcuno deve farlo.

La mattinata passa così, mentre ogni tanto vado a interrompere quello che fa l’umana, le mordicchio le mani o le salto sulla tastiera del computer, giusto per ricordarle che lei non esiste per altro motivo se non per far divertire me, o per darmi da mangiare.

Nel pomeriggio la lascio in pace: il richiamo dei vari angolini della casa in cui fare un pisolino è irresistibile, e io non voglio che l’umana scopra un’abitudine nella rotazione casuale che scelgo fra cassetta-letto-cuccia-tappeto del bagno-sedia.

Verso le 19.00 l’umana prepara la cena – è il momento ideale per cominciare a correre pazzamente per la casa, dietro ai miei giochini o fingendo degli agguati clamorosi alle sue caviglie. Lei è assorta nelle sue faccende e non mi corre dietro con l’aspirapolvere, il che è un bene.

Ore 20.30 circa terminate le faccende l’umana si sdraia, alla ricerca di pace e riposo… ed è in quel momento che mi sveglio del tutto, combinando più disastri possibili, arotazione fra: utilizzare la cassetta con gran fragore e spargendo cristalli dappertutto, mangiucchiare le sue piante, saltare ossessivamente per cercare di graffiare via le foto dal muro (mi urtano le foto sul muro!), raggrumare tutti i tappeti mentre do la caccia a qualche ratto immaginario o alle mie adorate palline di carta, tirare fuori la carta dalla raccolta differenziata e spargerla per casa, prendere le matite dal portamatite e spargerle per casa e sotto i mobili (così poi lei fa fatica a recuperarle), sollevare il tappo dai lavandni… cose di ordinaria amministrazione felina.

Ore 21.30 la stanchezza mi vince, dormo – la maledetta prende la sua rivincita svegliandomi con coccole e carezzine, non gradite. Io scappo.

Ore 23.00 mi sembra anche ora che la pianti di tenere le luci accese e si metta a dormire, come faccio io. Miagolo disperata fino a che non spegne. Lei spegne. Andiamo finalmente a dormire

Ore 23.15 ma prima, proprio al punto in cui il sonno la vince… io devo usare la cassetta, rilasciando l’arma chimica finale. Che la costringe ad alzarsi dinuovo, scendere, pulire tutto (perchè lo sa che amo la sabbia pulita e non sopporto i cattivi odori!), e tornare a letto.

Ho pietà, la lascio dormire. A volte mi accoccolo ai suoi piedi, sulla mia copertina.

Ore 3.00 la sua vendetta è atroce – l’umana si alza per andare in bagno, mi sveglia. Ma a me piace perchè poi mi fa le coccoline per quarti d’ora interi, anche sulla pancia.

Ore 3.30 torniamo a dormire. Ed è pace fino al mattino.

L’umana dice che è l’amore. L’amore che è fatto di abitudini in comune.

Io… non so.

Sono una gatta fortunata

Sono una gatta fortunata perchè m’hanno regalato un sogno
sono fortunata perchè non c’è niente che ho bisogno
e quando viene sera e io sono con te
è andata come è andata la fortuna è di strusciarsi ancora…

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In effetti, dovrei andare cantando più spesso questa canzone, in giro per casa, alla mia umana.

Ci pensavo l’altro giorno… Mi capita a volte di leggere con la mia umana (che è sempre su Facebook a controllare cosa faccio) storie di mici tristi, di mici abbandonati, di mici che finiscono al gattile, e di mici che non ce la fanno, di mici che si lasciano andare e di mici che combattono fino all’ultimo respiro, di mici maltrattati, picchiati e disperati, di mici ammalati, di mici che non ci sono più.

Ci capita anche di leggere storie di mici fortunati, di mici amati, di mici che non ci sono più ma che ancora oggi vengono ricordati, di mici di casa e mici da giardino, di mici che possono correre liberi ma alla sera hanno un riparo, e del cibo nella ciotola, e qualche carezza. Di mici che hanno moltissime carezze, e fanno moltissime fusa.

Io a volte non capisco, ma forse è solo perchè la mia testolina di gatta è già piena di fusa e impegnata a studiare i 1000 modi per fare un sonnellino nella mia cuccia, o di scappare per dare la caccia a quei maledetti piccioni che scorazzano sul tetto, impudenti, davanti a me… però quando ci penso, quando ci penso davvero, non capisco.

Non capisco come fanno ad esserci umani buoni, come la mia, e umani cattivi, come quelli di cui leggo. Umani che non ci risparmiano una carezza, del buon cibo, un riparo caldo, la loro buffa compagnia, e umani che non ci risparmiano un calcio, un dispetto, un’aggressione.

Io non capisco, perchè noi gatti invece siamo tutti uguali: tutti sempre pronti ad amarli, questi umani, a credere in loro, ad avvicinarci alle loro mani tese, a sprecare una coccola, una testatina, a cercare le loro carezze con tutto il nostro corpo, a fidarci di loro.

Ma loro, gli umani, a volte ci tradiscono, e io non lo capisco. Ci abbandonano, dopo averci dato l cure che ci hanno tolto la vitalità del gatto di strada, e la capacità di poterci arrangiare da soli. Ci maltrattano e si dimenticano di noi, ci scaricano quando diamo fastidio, come se fossimo quei sacchi della pattumiera che escono a portare in strada, quando sono pieni.

Io non capisco, e quando non capisco mi volto a guardare la mia umana, quei suoi occhi marroni che sempre mi scrutano con affetto (a volte anche troppo insistenti, e mi svegliano quando sto dormendo). E lei, la mia mamma umana, che è venuta a prendermi un giorno e non mi ha lasciata più, che non mi lascia mai la ciotola vuota e mi rimpinza di leccornie, che non mi nega mai una carezza, una briciola della sua tavola, un sorriso… lei mi sorride e mi accarezza piano, mi posa un bacio sulla testolina, e ci guardiamo negli occhi in silenzio.

A volte vorrei dirle grazie, perché so io quanto sono fortunata. Ma poi la gurdo negli occhi e vedo come mi sorride, quasi a scusarsi per quelle cose che succedono, in quel mondo fuori dalle quattro mura, protette, in cui stiamo io e lei, e allora io so che anche lei SA. Sa che io so.

Allora mi volto, mi faccio grattare la pancia, le faccio le fusa.

E il mondo per noi resta un mondo bellissimo.

O e’ festa tutti i giorni o…

In questi giorni io è la mia umana ci siamo dilettate nell’arte dello spaparanzo e in quella dell’abbuffo.
Devo dire che in effetti comincio a capire il fascino di queste feste.. Passate in famiglia a farsi coccolare, servire, riverire, e rimpinzare di ogni bendidio… Quando arriviamo a casa siamo le regine… Questa si che è vita da gatti!

Dovrebbe essere festa tutti i giorni!
Nei giorni normali quasi quasi mi annoio.. Sempre i soliti piccioni, le solite tende da rosicchiare, il bagno da ispezionare e le solite coccole….

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A Carnevale ogni gatto..vale

La mia umana domenica è andata a vedere il capodanno cinese a Chinatown, Milano… lasciatemi dire menomale che non mi ci ha portata.

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Ma voi lo sapete che i cinesi mangiano i gatti?? (e mica solo loro se è per questo… non fatevi mai adottare da una famiglia vicentina! Io lo vedo come mi guardano…..)

Brrr mi vengono i brividi e mi si arriccia la coda solo a pensarci.

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E pure tutta questa storia del carnevale non è che mi entusiasmi granchè.

Chiacchiere e frittelle non mi piacciono, e solo sentirne l’odore mi fa arricciare i baffi. E poi quegli stupidi costumi di carnevale….

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Ho come la vaga sensazione che la mia umana si sia messa in testa di vestirmi in qualche ridicolo modo… continuo a trovarla su internet a spulciare siti di accessori per gli animali (e lei che continua a dirmi che ci va per comperarmi le pappe! tze, come se fossi una gatta scema!)

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Lo so che ci va a vedere certi ridicoli travestimenti per cani e gatti da carnevale… lo so che vorrebbe vestirmi da Hello Kitty!!!

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La sento ridere, ridere a crepapelle mentre apre le foto e le guarda e poi guarda me. Lo so che sta pensando che mi starebbero bene…

Dovevo ucciderla nel sonno, quando ne ho avuta l’occasione, e invece… mi sono fatta intenerire dalle sue coccole…. maledetti umani!

Essere furbi

Quella scellerata e’ dinuovo uscita questa sera, col freddo che fa… Mi ha lasciata qui da sola, al buio, ad arrangiarmi con le ciotole piene.
Al buio!
Con questo freddo!

Quando è tornata le ho fatto una dose extra di fusa: deve abbassare la guardia, e capire che il momento giusto e’ quando torna a darmi tutte le attenzioni che merito, e non quando se ne va via (e io finalmente posso dormire in Santa pace senza che lei mi prenda e mi sbaciucchi e mi accarezzi troppo… ) si fa quello che decido io in questa casa, checcavolo!

Intanto la data si avvicina, e io sono ancora agli inizi con l’educazione di questa sciocca umana.

Non ce la faro mai.

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Tecniche mortali

Ammettiamolo. Noi gatti siamo furbi.
Conosciamo mille e una più mosse. Mosse di tutti i tipi.
Mosse di kung fu e karatè e tai chi e tale kwun do (o quello che e’) per atterrare i nostri umani quando vogliamo far loro un dispetto.
Mosse da ninja per scovare e raggiungere il posto dove nascondono il cibo.
Mosse da cacciatore per tendere agguati mortali per le loro caviglie.
Mosse da giaguaro per scappare al di la delle Porte Proibite.
Mosse mimetiche, rubate a quei fessi dei cani per guadagnare qualche bocconcino prelibato.
Mosse da carogne per fargliela pagare, agli umani, quando ci fanno uno sgarro.

E le Mosse Segrete.
E la più Segreta delle mosse Segrete, quella che 100 volte su 100 immobilizza la preda, la priva di qualsiasi volontà, stendendola alla nostra merce’…
E’ una mossa così terribile che mi si rizza il pelo solo a pensarla..
Così astuta, ineguagliabile, inarrivabile… e’ terribile.
Anche il solo pronunciarne il nome e’ terribile …

La Mossa del Bacetto sul Naso.

E ovviamente, io sono cintura nera.

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