Compere

L’umana egoista è uscita anche stamattina, mollandomi qui da sola. E’ andata a fare compere, dice, ma io ho ispezionato attentissimamente la borsa… e per me non c’era niente!

Grrrr.. neanche un crocco… questa umana non fa il suo dovere.

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Arma Letale

La mia umana non mi capisce.

Lei pensa solo a dormire quando ha voglia di dormire, mangiare quando ha voglia di mangiare, uscire quando ha voglia di uscire, ma io resto sempre qua.

E quando lei dorme io voglio giocare. Quando lei mangia anche io voglio mangiare quello che mangia lei, ma non posso. Quando esce vorrei uscire con lei, anche se i rumori la fuori sono forti e mi spaventano. Ma chissà, la fuori potrei finalmente imbattermi in un piccione, uno di quelli che vengono a sfottere davanti alla mia finestra, e allora si, allora si che gliela farei pagare cara!

E invece lei niente. La mattina appena albeggia dorme come un sasso, mentre io vorrei che si alzasse ad aprirmi la finestra, a lasciar entrare la luce, a lasciarmi ipnotizzata davanti al cielo che cambia (e ai maledetti piccioni che si risvegliano, con quel coro di cru cru così fastidioso !)

Vorrei che si alzasse a darmi da mangiare, ma quella è pigra, e prima di una certa ora niente. E anche quando si alza prima deve fare le sue cose in bagno, usare tutta quell’acqua, che a me piace – mi piace giocarci- ma a volte è troppo impellente il desiderio di vedere cosa succede fuori, nel mondo.

Ma lei questo non lo capisce. Lei che ci va, in giro per quel mondo,e a me mi ci porta solo chiusa dentro nel mio trasportino, con la testa che spunta ogni tanto, a sbirciare quel che accade (ma meglio così, la fuori ci sono delle cose spaventose da matti!)

Lei non capisce, e così io sono costretta a prendere seri provvedimenti.

Comincio a saltare sul letto, facendo attenzione ad atterrare con tutte e quattro le zampe sulla sua pancia, in modo da svegliarla ben bene. Oppure mi metto a rincorrermi la coda proprio sul letto, proprio sopra di lei. Oppure rosicchio qualcosa, facendo ben attenzione a fare rumore, perché so che le da fastidio che rovini le sue cose. Oppure tiro giù i panni stesi, facendo in modo di far schioccare le mollette, e poi le rincorro per casa, sbattendo qua e là.

Oppure miagolo, da sotto in su, come se mi stessero scannando. Come se un intero esercito di scannatori mi stesse per prendere. Come se avessi una fame blu e proprio, proprio non potessi aspettare più.

Devo dire però che la mia umana la prende con filosofia.

Non si è mai arrabbiata, neanche una volta. Neanche quando le ho strappato le tende e macchiato il tappeto. O quando le salto addosso togliendole il respiro,  quando miagolo in maniera penosa da svegliare l’intero vicinato (che lei odia perché ci tiene sveglie fino alle 4 di notte..perciò miagolare non serve: me lo lascia fare, anzi mi incoraggia).

Perciò io certe volte sono proprio costretta ad usare la temutissima, spiacevolissima, Arma Letale.

La famosissima “cacca in cassetta”. L’arma chimica per eccellenza.

Potete ben immaginare lo svolgimento della cosa, e la velocità con cui allora lei si alza, l’aria di una martire (non capisco perché, in fondo son cose naturali evvia!), per fare piazza pulita in men che non si dica e poi, visto che è in piedi, darmi finalmente quello che voglio!

No, lei non si arrabbia mai, anzi alla fine si alza ridendo ed ha sempre una buona parola per me: tranne quando mi chiama la “scassagatta”. Ma anche in quel caso, io lo so, ..lo fa per affetto.

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Quando la gatta è malata

La mamma dice che sono ammalata.

Ecco perchè è da qualche giorno che non salgo con lei a dormire la notte, e me ne sto sempre rintanata nella mia cuccetta a dormire, e non ho voglia di fare proprio niente niente quasi nemmeno mangiare.

Se solo non avessi tutta questa fame!

Ho sempre fame, sempre fame, non faccio in tempo a vedere la mia ciotola piena che mi ci sono già buttata a mangiare. Ma questa fame non si placa mai e la mia umana continua a darmi da mangiare – e non si lamenta mai anche se le pappe costano tanto, lei ne tiene sempre in casa tante e non me ne fa mancare mai (stai a vedere che mi sono pure trovata un’umana carina?)-.

E l’altra sera a un certo punto, la mia umana ha fatto la terribile scoperta (e perdonate se ve ne parlo così in franchezza): dei terribili vermetti bianchi, grandi come chicchi di riso, che si muovevano nelle mie ..ehm.. evacuazioni.

Lei era disperata. A me non sembravano granchè.

Il veterinario l’aveva detto quando ero più piccina, che era possibile che avessi i vermi, ma abbiamo fatto il controllo e sembrava tutto a posto… e invece sembra che fossero in incubazione, e che mi siano usciti ora. Una bella fregatura.

Anche perchè la mia umana non sa più cosa fare: cme una furia si è data da fare per ripulire disinfettare disinfestare e sterilizzare l’intera casa in una giornata, e poi è passata al contrattacco con me.

Mi ha fatto ingoiare una pastiglia schifosissima che dovrebbe aiutarmi a mandare via il verme.. ma che la sta facendo diventare isterica perchè ancora non se ne vedono gli effetti.

Poveraccia, quasi quasi mi sembra che ci tenga davvero a me.

Per questo quando mi si avvicina e io la guardo un pò così, assonnata, intontita, stanca e anche un pochino triste, e lei mi fa una carezza altrettanto triste, io la lascio fare e anzi le appoggio la testa contro la mano. Per dirle di non preccuparsi, che starò presto dinuovo bene.

E tornerò a farle i disastri che le facevo prima.

E magari lei continuerà a non arrabbiarsi. Come faceva prima.

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Morire di fame

Secondo me la mia umana e’ fuori di testa. Non che mi stia lamentando eh, ha anche i suoi lati positivi.. Però non capisco agli umani cosa gli prende.
Ha paura che muoio di fame.
Oppure attende la fine del mondo.
Non si spiega in altro modo l’ossessione che ha nel procurare cibo e cibarie per gatti con cui riempire la dispensa di casa. Che trabocca di scatolette, bustine, buste di croccantini, dolcigni e dolcetti, pappe e crocchette… E nemmeno di marca da supermercato *_*
A volte mi guarda con talmente tanti amore che è imbarazzante. A volte ho il dubbio di mangiare meglio io di lei. ( non che la cosa mi crei degli scompensi… Ma crea a lei delle aspettative! È invece a me interessa solo di avere la ciotola piena di buon cibo: da dove arriva o che sia lei a procurarlo, non mi interessa. È di certo non mi vendo per coccole o carezze per questo sia chiaro!)
Neanche difronte alla dispensa che, a questo punto, ha preso più o meno questo aspetto.
Valli a capire gli umani.

Ma forse è meglio, che non l’ho fatta fuori nel sonno..

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