Un rientro un pò movimentato

Ho trascorso, cari a-mici, come ben sapete le vacanze pacificamente sdraiata nella residenza di “campagna” dei miei umani.

Un mese di sollazzi e relax all’ombra di grandi alberi (che però potevo vedere solo dalla mia finestra, uffi, perché l’umana è talmente terrorizzata che scappi – o che qualche vicino becero mi faccia fuori come ha fatto con i miei felini predecessori – ), e al fresco di una tavernetta niente male che avevo a mia completa disposizione.

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Servita e riverita e coccolata da 3 umani e un cane, con cui ho subito chiarito chi è che comanda.

E tuttavia, come è nell’ordine delle cose, alla fine ho dovuto impacchettare i miei croccantini e la spazzola per il pelo, e tornare alla nostra casina cittadina, a riprendere la vita di sempre. Non che me ne lamenti, eh.. qui ho la mia umana sempre con me, le posso saltare in braccio a ogni ora per le coccole o posso chiamarla subito se sono finite le pappe, ho la mia cuccetta dove spaparanzarmi per i pisoli, oppure il suo lettone per giocare e dormire… l’acqua sempre fresca nella mia fontanella…

L’unica cosa è che sono spariti i piccioni (ci credereste? abbiamo l’unico sottotetto in tutta Milano senza piccioni… deve essersi sparsa la voce che ci sono in giro io!).

L’unica altra cosa, è che proprio il giorno che sono tornata qui mi sono “ammalata” e l’umana è stata costretta a portarmi d’urgenza dal veterinario.

gattabigia-gatta-apatica

Ho così trascorso 3 giorni mogia mogia nella mia cuccetta, mangiando poco (perché proprio non mi andava), dormendo molto, e senza mai giocare, o miagolare. Facevo fatica ad andare in cassettina, sapete, e quando ci andavo piagnucolavo perché mi faceva male…

L’umana si è spaventata da matti e mi ha subito portata da un nuovo veterinario, che ha dovuto cercare in fretta ma che si è rivelato un ottima scelta: è piaciuto tanto anche a me, così paziente e gentile, che non l’ho nemmeno morso quando mi ha visitata in questi 3 giorni, e per le punturine che mi ha fatto! (l’umana dice che sono stata bravissima… figuriamoci. io sono SEMPRE bravissima!!).

Insomma l’ho fatta sudare freddo, prima di ricominciare piano piano sia a mangiare e bere , che a fare i miei bisogni senza piangere, che – finalmente – a riprendere a giocare. Dapprima “con comodo”, dalla mia cuccetta, senza scompigliarmi troppo il pelo (si faceva fatica, eh, senza crocchine in corpo)

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e poi con i miei soliti agguati alle caviglie, o alle ginocchia, e le strusciate sui mobili e i guai notturni, per cui però, per queste volte, l’umana non si arrabbia.

gatti-che-si-strusciano

Sono talmente una gattina bravina, che anche se me ne accorgo che quella mi mischia una strana polvere alle pappe, io le mangio (quasi) tutte senza lamentarmi, pian piano che mi torna l’appetito!

Lei dice che sono medicine che mi fanno bene, o-Meow-patiche per aiutarmi a non farmi venire più la bibi, ma io che devo fare, sono solo una micina..e se lei mi dice che devo mangiare, io mangio!

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E poi dormo, dormo, dormo… e rifletto sui gravi problemi della vita (tipo le ciotole vuote, che dicono esistano.. ma io non le ho mai viste!).

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Forse, forse..

muffin

E adesso la “padroncina” se n’è uscita con questa idea bizzarra che sono cresciuta.

Che sono una gattina grande.

No, certo che non le do fastidio solo perchè occupo qualche centimetro in più ai piedi del letto (e quasi la copertina che un tempo mi arrotolava con mille giri, ora basta appena appena e se mi stiracchio o esce la testa o esce la coda…), o perchè adesso quando salto sue giù per le scale faccio un piccolo terremoto.

E nemmeno si lamenta del fatto che mangio più pappe: la mia ciotola è sempre bella piena, l’acqua cambiata almeno una volta al giorno.

e nemmeno che quando entro nella cassettina, anche li, omai da un pezzo la coda sporge sempre fuori (in questo modo lei sa sempre dove sono… ma fra il campanellino che mi ha messo e la vita in monolocale, non è poi così difficile sapere sempre dove sono…)

No, sono ancora la pannocchietta della mamma, la luce dei suoi occhi, ma sono cresciuta. E quando le gatte e i gatti crescono, mi ha spiegato, devono fare i bravi e andare dal veterinario.

così domani dovrò andare dal veterinaio, e sono un pò preoccupata. La mamma ogni tanto mi guarda spaventata, (e la cosa spaventa anche me).

Il veterinario dice che è una cosa da nulla, con qualche giorno di riposo e poi una lunga e felice vita davanti, senza i dolori di quando noi gatti andiamo in calore, che poi vogliamo sempre uscire da quste gabbie di case in cui ci chiudono. Senza il rischio di avere gattini che poi non sapremmo come gestire (dio sa che ci sono già abbastanza orfani in giro, e io sono stata una delle più fortunate gatte su questa terra, che ho una casa calda, una famiglia che mi ama mi coccola e mi vizia). Però allora perchè la mia padroncina è così triste, che un pò di tristezza viene anche a me?

Io di queste cose non so.. ma forse, forse avrei voluto vedere dei micini miei, provare a crescerli, e poi mandarli nel mondo..

Forse, forse, anche loro avrebbero potuto essere fortunati come me. E felici, come me.

Forse…

Anche i gatti, nel loro piccolo, si annoiano

Ebbene si, anche noi gatti, incoronati “re del dolce far nulla“, ci annoiamo.

E non è che possiamo correre ai ripari facendoci una bella dormita, come fanno gli umani quando sono annoiati: quello lo facciamo già per circa 12 ore della nostra giornata… nelle altre 12 dobbiamo trovarci qualcosa da fare.

E allora, cominciamo a dedicare un minimo fra le 2 e le 4 ore a farci la toeletta, leccandoci il pelo con meticolosa lentezza, dandoci il contegno di chi è assorto in chissà quale ponderazione. La realtà è che è tutta una finta: siamo concentrati ad evitare che ci si formino le palle di pelo nello stmaco, che poi dobbiamo rigettare.

Oppure siamo assorti nel far si che ci si formino le palle di pelo nello stomaco, per il solo piacere di rigettarle sul tappeto preferito del nostro umano, o della nostra umana.

Noi giatti, si sa, passiamo le nostre giornate a concepire malefici piani di conquista del mondo, o perlomeno perfidi e dabolici stratagemmi per fare dispetti ai nostri “padroni”: Sembrerebbe che passiamo la nostra vita così… in realtà lo facciamo per noia.

Noia noia noia noia.

Sempre queste stesse 4 mura. Sempre noi e i nostri padroni, i nostri padroni e noi. Quando non ci mollano a casa perchè hanno altro da fare (Si, quella scusa che devono guadagnarsi la pagnotta e i croccantini..chi ci crede più? I croccantini appaiono magicamente nel barattolo, lo sappiamo tutti ormai).

C’è da uscire di testa, non credete?

Passare un’oretta a correre dietro alla nostra pallina non è certo sufficiente nemmeno a sgranchirci una zampa, e visto che in città i tetti sono proibiti (perchè se cadi poi il tuo umano non ti trova più, o peggio… così dice la leggenda – anche se io vorrei davvero tanto vedee dov’è che finisce questo famigerato tetto-), e visto che in campagna il giardino è proibito (perchè il vicino di casa spara ai gatti con il fucile a aria compressa… dice sempre la leggenda – anche se secondo me la mia padroncina deve rilassarsi un poco – mica fare un infarto come ieri, quando mi sono avventurata in esplorazione appena fuori dalla porta, e quella ha dato di matto -). Dico, in queste condizioni, a noi poveri gatti di casa non ci resta molto altro da fare.

Frequenti visite alla ciotola, sempre piena, o al bagno, sempre pulito.

Ore a fissare fuori dalla finestra, sognando una vita di avventure che non avremo mai.

E arrampicarci sui muri. Questi 4 soffocanti muri che ci si chiudono addosso, soprattutto quando ci lasciano soli, i nostri padroni (loro si che possono uscire eh?)

E allora se lo devo fare, di arrampicarmi su e giù per questi muri, perchè non ho altro da fare, lo faccio a mezzanotte. Per darle fastidio. Per farle capire che cosa si prova, a non dormire, a non dormire quando non dormi al pensiero di cosa non puoi fare quando sei sveglio.

PEr farle capire che anche se mi da da mangiare, e mi coccola, mi vezzeggia, gioca con me o mi ha comprato mille giochini che ho seminato in giro per casa (E anche nascosto in qualche angolo, perchè non si sa mai, nel caso sparissero gli altri…) non è che devo per forza essere una gatta felice che fa sempre le fusa.

io non posso uscire con lei.

E mi annoio.

cat at work

La Befana Gatta

Ieri era il giorno della befana.

Non ho capito che cosa stava accadendo fino a quando la mia padroncina non mi ha infilato un cappello a punta, imbaccuccata in una bella sciarpa (anche se la notte era stellata e calda) e caricata sulla sua scopa e viaaa…. siamo schizzate su nel cielo, in quella notte stellata a cui avevo miagolato per tutta sera.

E’ stato un viaggio fantastico, su e giu per le costellazioni e la via lattea… hmmmm che buona la via lattea!

Avevamo un sacco pieno di carbone e uno pieno di dolci (ma in quello dei dolci c’era un buco perchè quando siamo arrivate a metà giro – una volta salutate in volo tutte le altre amiche e i loro gattoni aiutanti) quasi non c’erano più dolci.

La padroncina ha dubitato di me, ma io avevo la coscienza pulita come quella di un gatto che ha leccato la panna.

In ogni caso suamo riuscite a finire il giro e poi siamo rientrate, dopo uno stop a mezz’aria per una cioccolata calda.

Gli amici gatti diranno che ho sognato, a questo punto…ma quando mi sono svegliata nella mia cuccetta, tutta calda davanti al fuoco acceso, c’era una piccola calza con su scritto il mio nome, e dentro, ogni bendidio di bocconcini al proscutto, e stuzzichini al salmone affumicato, al tonno, al pollo… e gnam!! Che bello essere una gattina buona….

e a voi, che cosa ha portato la Befana?

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