Chiacchierina…

Quando sono arrivata in questa casa, o meglio quando la mamy mi ci ha portata, ero una micina silenziosissima.

Mai un fiato, nemmeno quando avevo fame e l’umana tirava fuori le pappe. Non ho mai pianto, nemmeno il primo giorno dopo che mi ha portata via dalla mamma gatta e dai miei fratellini.

Ho piangiucchiato un pochino in macchina, ma poi mi sono calmata.

Il primo mese siamo rimaste nella casa grande dei nonni, perciò l’umana, che era preocccupatissima che mi nascondessi sotto alle macchine in garage, e visto che quando mi chiamava non le rispondevo mai, mi ha messo il collarino con il campanellino.

Ancora adesso me lo deve mettere, quando andiamo dai nonni, perché non ho perso il vizio di aggirarmi furtiva e silenziosa, e non rispondere quando mi chiamano. A malapena accorro, quando mi stufo di stare in giro, quando l’umana agita la scatoletta dei dolcetti… !

Non sono mai stata una nemmeno da grosse fusa rumorose: le mie fusa sono bassissime, quasi impercettibili, più un ronzio che altro (ma ci sono eh!)

Con il tempo, però, le cose sono cambiate, e io ho imparato a conversare con la mamy, con un linguaggio tutto nostro  fatto di miagolii, rumorini di gola e fusa strozzate. Tanto che a volte, quella ingrata, mi diceche sono “una lagna”.

Abbiamo un miagolio per tutto, sapete?

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Bigia allo specchio..

C’è il PRR! Imperioso, di quando voglio attirare la sua attenzione o svegliarla alla mattina (quella pigrona, dovrebbe ringraziarmi: da che ci sono io non ha mai più puntato la sveglia! Con gran beneficio per il suo umore mattutino.. )

C’è il MAUUUUU!!! Disperato di quando il PRR! Non funziona e quella non si sveglia, ma io ho bisogno, BISOGNO che lei scenda ad aprirmi l’acqua del bidet, o a darmi da mangiare. Insomma!

C’è poi il PRR? Inquisitorio, che uso per assicurarmi che lei mi stia prestando la dovuta attenzione. Il PRR con cui la tiro scema, ripetendolo di continuo ad un ritmo di circa 3 al minuto… incessante e martellante come un mal di testa (per quello dice che sono una lagna… è il mio PRR annoiato).

Lo GNAU di quando deve darmi i dolcetti, appena finito di lavare i piatti del pranzo o della cena (dico, umana, mica vorrai mangiare tu da sola, eh?!)

Il MEO con cui le corro incontro quando torna a casa, soprattutto quando ci torna con qualche bella borsa dal contenuto interessante.

Ci sono i cinguettii con cui cerco di parlare con i piccioni fuori dalla nostra finestra, e con cui le comunico il mio disappunto quando quelli proprio non mi rispondono (maledetti!) e il RON RON  a bollicine, tipo fumatore incallito, di quando ci facciamo le coccole alle 4 di notte. Lì, alle 4 di notte con le coccole, c’è anche qualche miagolio sussurrato, ma solo in occasioni speciali.

C’è il PRR! Sono qui, di quando mi fa una coccola improvvisa, e c’è quello lamentoso di quando non riesce a capire, ottusa umana, cosa voglio.

E poi c’è anche il MEU! Imperativo, di quando chiamo l’ascensore umano per farmi salire sui ripiani più alti dei mobili… a questa chiamata l’umana si scoccia, ma glielo spiegate voi che è suo DOVERE prestarsi a farmi da ascensore umano ogniqualvolta io lo desidero?

È proprio una umana pigra, la mia…

Comunque, ora che l’ho addestrata bene, ci capiamo alla grande, io e l’umana, e sono molto soddisfatta.

Certe volte lei mi canta, persino, e io qualche volta le rispondo. Non ci credete? Perché, voi non parlate  mai con i vostri mici, e loro non vi rispondono??

Noi siamo più o meno così…

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L’umana vorrebbe sapere…

La mia umana vorrebbe sapere dove si trova il mio pulsante di spegnimento.
O almeno quello di “postponi con una certa efficacia”.
Si perché vedete ormai la sveglia, quella vera, non se la punta nemmeno più. Ci sono io, che le faccio risparmiare lo sforzo.
E sono che brava.
Faccio delle piccole prove random durante la notte, se per caso mi immagino che ci sia qualche mosca che vola in giro per la stanza, e quando viene il tempo, spacco il minuto.
Lei dice che non spacco solo quello, il minuto, ma io penso che sia solo invidia perché sono molto brava.
Altrimenti ciao, questa umana se ne starebbe a letto a dormire per ooore intere.
E invece noi sappiamo che siamo solo noi gatti a poterlo fare. Dormire ore intere.
Cosa c’è da arrabbiarsi che le faccio pure la cortesia di svegliarla e mi assicuro che si alzi, si lavi, mi prepari la colazione, prima che io possa tornare a sdraiarmi in pace sul letto finalmente libero, e godermi il mio meritato sonnellino!
La mia umana si chiede anche come si faccia ad impostarmi una suoneria diversa. Infatti lei vorrebbe che la svegliassi con un “miao”, o magari una leccatina, ma io niente. Le faccio quel versetto che è molto più da sveglia. Quel “RRR!” Anche un po scocciato che, palesemente, vuol dire “pigrona, ti alzo o no??!”
E lei si alza, bofonchiando “ma guarda te se mi devo far comandare dal gatto”. Dice che a nessun cristiano ha mai permesso di rovinarle il sonno, e invece a me..
Ma io dico, se funziona, che ti alzi subito, perché dovrei cambiare ??
Insomma l’avete capito: vivo con una lagna.
Che insiste perché vi chieda se sapete dove può trovare il mio pulsante di spegnimento… Ditele qualcosa voi, io non ce la faccio..
E’ la mia ora del pisolo e torno a dormire.
Ciao tutti!!!!

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Arma Letale

La mia umana non mi capisce.

Lei pensa solo a dormire quando ha voglia di dormire, mangiare quando ha voglia di mangiare, uscire quando ha voglia di uscire, ma io resto sempre qua.

E quando lei dorme io voglio giocare. Quando lei mangia anche io voglio mangiare quello che mangia lei, ma non posso. Quando esce vorrei uscire con lei, anche se i rumori la fuori sono forti e mi spaventano. Ma chissà, la fuori potrei finalmente imbattermi in un piccione, uno di quelli che vengono a sfottere davanti alla mia finestra, e allora si, allora si che gliela farei pagare cara!

E invece lei niente. La mattina appena albeggia dorme come un sasso, mentre io vorrei che si alzasse ad aprirmi la finestra, a lasciar entrare la luce, a lasciarmi ipnotizzata davanti al cielo che cambia (e ai maledetti piccioni che si risvegliano, con quel coro di cru cru così fastidioso !)

Vorrei che si alzasse a darmi da mangiare, ma quella è pigra, e prima di una certa ora niente. E anche quando si alza prima deve fare le sue cose in bagno, usare tutta quell’acqua, che a me piace – mi piace giocarci- ma a volte è troppo impellente il desiderio di vedere cosa succede fuori, nel mondo.

Ma lei questo non lo capisce. Lei che ci va, in giro per quel mondo,e a me mi ci porta solo chiusa dentro nel mio trasportino, con la testa che spunta ogni tanto, a sbirciare quel che accade (ma meglio così, la fuori ci sono delle cose spaventose da matti!)

Lei non capisce, e così io sono costretta a prendere seri provvedimenti.

Comincio a saltare sul letto, facendo attenzione ad atterrare con tutte e quattro le zampe sulla sua pancia, in modo da svegliarla ben bene. Oppure mi metto a rincorrermi la coda proprio sul letto, proprio sopra di lei. Oppure rosicchio qualcosa, facendo ben attenzione a fare rumore, perché so che le da fastidio che rovini le sue cose. Oppure tiro giù i panni stesi, facendo in modo di far schioccare le mollette, e poi le rincorro per casa, sbattendo qua e là.

Oppure miagolo, da sotto in su, come se mi stessero scannando. Come se un intero esercito di scannatori mi stesse per prendere. Come se avessi una fame blu e proprio, proprio non potessi aspettare più.

Devo dire però che la mia umana la prende con filosofia.

Non si è mai arrabbiata, neanche una volta. Neanche quando le ho strappato le tende e macchiato il tappeto. O quando le salto addosso togliendole il respiro,  quando miagolo in maniera penosa da svegliare l’intero vicinato (che lei odia perché ci tiene sveglie fino alle 4 di notte..perciò miagolare non serve: me lo lascia fare, anzi mi incoraggia).

Perciò io certe volte sono proprio costretta ad usare la temutissima, spiacevolissima, Arma Letale.

La famosissima “cacca in cassetta”. L’arma chimica per eccellenza.

Potete ben immaginare lo svolgimento della cosa, e la velocità con cui allora lei si alza, l’aria di una martire (non capisco perché, in fondo son cose naturali evvia!), per fare piazza pulita in men che non si dica e poi, visto che è in piedi, darmi finalmente quello che voglio!

No, lei non si arrabbia mai, anzi alla fine si alza ridendo ed ha sempre una buona parola per me: tranne quando mi chiama la “scassagatta”. Ma anche in quel caso, io lo so, ..lo fa per affetto.

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Chi non mangia croccantini a Capodanno…

Manca un giorno, chi lo avrebbe mai detto?
Un giorno solo, e domani, la grande data.
Nemmeno lo sapevo, ma ho scelto una data che gli umani festeggiano: come la chiamano loro? Capodanno.
Dicono che l’anno finisce e ne comincia un altro.
Di solito gli umani si aspettano che quello nuovo sia migliore del vecchio. Per questo alcuni di loro buttano persino fuori di casa, giù per le finestre, le cose vecchie.
E si siedono attorno al tavolo tutti insieme e aspettano la mezzanotte, e mangiano, mangiano. Come se non ci fosse un domani, in verità.
Spero che la mia padroncina si ricordi di dare da mangiare anche a me..
Perche’ “Chi non mangia croccantini a Capodanno, non li mangia tutto l’anno”… Così. dicono.

Perciò, credo che rimanderò la mia fuga da casa. Non vorrei mai attirarmi le ire degli Dei Gatti snobbando le Tradizioni…

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