State attenti a cosa mangia il vostro gatto

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Ma stai a vedere che l’umana, che io ritenevo quasi solo utile per aprire le scatolette di tonno e pulire la lettiera una volta l giorno, mi ha pure salvato la vita.

Inconsapevolmente, fra l’altro.

E non sto parlando del destino di solitudine, e magari abbandono, che forse avrei patito in casa di chissà chi, o come quarto o quinto gatto di casa se fossi rimasta con la mamma e i miei fratellini, no. Non sto parlando dell’atto di profonda generosità e disinteresse (come lo chiama lei) per cui mi ha adottata e dato una nuova casa, di cui sono principessa.

Sto parlando di quel giorno che è scesa a buttare la spazzatura e io ho approfittato di quei pochi attimi di distrazione per ingoiarmi un metro e mezzo di filo di plastica dei sacchetti della pattumiera. CE li avete presenti?

Quelli con cui noi gatti ce l’abbiamo su a morte, e con cui ci divertiamo come pazzi a giocare. E che, manco a dirlo, se troviamo per caso incustoditi, perché scivolati fuori dal campo radar degli umani, magari staccatisi dal sacchetto dell’immondizia mentre escono di casa, ci ingoiamo con gran gusto. Come se fossero filetti di pesce.

Ecco, quegli apparentemente innocui fili di plastica sono delle trappole mortali che non ci lasciano scampo. Parola di veterinario.

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Ieri infatti l’umana è andata da delle amiche, che casualmente le hanno raccontato questa cosa, dicendole di stare attenta a che io non mi metta a mangiare fili troppo lunghi, spaghi, nastri di plastica o cose simili perché quei giochi così divertenti, maledetti, finiscono per attorcigliarsi al nostro stomaco, che è molto delicato e sensibile, facendoci morire di fame e peritonite, fra i dolori più atroci.

Sarà vero o saranno leggende metropolitane (come quelle della fatina delle crocchette, che ti porta le crocchette quando ti cadono i dentini da latte o i baffi), ma sta di fatto che quando è tornata a casa ieri l’umana era fuori di testa: pallida e spaventati sima, ha fato sparire tutti i fili dai sacchetti di plastica, anche quelli che ancora deve usare, e mi ha fatto una ramanzina che non ne potevo più.

A vederla così terrorizzata al pensiero di quello che avrebbe potuto succedermi (se con prontezza quel giorno non avesse afferrato gli ultimi 5 centimetri che mi stavo pappando e non avesse tirato fuori – tipo prestigiatore con i fazzoletti colorati- il restante metro e mezzo di filo di plastica!) quasi quasi mi viene tenerezza per questa mia umana che mi vuole così bene.

Ho detto QUASI.

In ogni caso, umani, assicuratevi di non lasciare in giro “incustoditi” quei succulenti fili nastri e spaghi…  e voi, a-mici che mi leggete, cercate di resistere ala tentazione, e piuttosto sfogatevi sgraffignando le mani del vostro umano preferito, o mangiucchiando le loro dita, o i loro oggetti preferiti, ma STATE LONTANI DAI NASTRI DI PLASTICA e  DALLO SPAGO!!

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Forse, forse..

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E adesso la “padroncina” se n’è uscita con questa idea bizzarra che sono cresciuta.

Che sono una gattina grande.

No, certo che non le do fastidio solo perchè occupo qualche centimetro in più ai piedi del letto (e quasi la copertina che un tempo mi arrotolava con mille giri, ora basta appena appena e se mi stiracchio o esce la testa o esce la coda…), o perchè adesso quando salto sue giù per le scale faccio un piccolo terremoto.

E nemmeno si lamenta del fatto che mangio più pappe: la mia ciotola è sempre bella piena, l’acqua cambiata almeno una volta al giorno.

e nemmeno che quando entro nella cassettina, anche li, omai da un pezzo la coda sporge sempre fuori (in questo modo lei sa sempre dove sono… ma fra il campanellino che mi ha messo e la vita in monolocale, non è poi così difficile sapere sempre dove sono…)

No, sono ancora la pannocchietta della mamma, la luce dei suoi occhi, ma sono cresciuta. E quando le gatte e i gatti crescono, mi ha spiegato, devono fare i bravi e andare dal veterinario.

così domani dovrò andare dal veterinaio, e sono un pò preoccupata. La mamma ogni tanto mi guarda spaventata, (e la cosa spaventa anche me).

Il veterinario dice che è una cosa da nulla, con qualche giorno di riposo e poi una lunga e felice vita davanti, senza i dolori di quando noi gatti andiamo in calore, che poi vogliamo sempre uscire da quste gabbie di case in cui ci chiudono. Senza il rischio di avere gattini che poi non sapremmo come gestire (dio sa che ci sono già abbastanza orfani in giro, e io sono stata una delle più fortunate gatte su questa terra, che ho una casa calda, una famiglia che mi ama mi coccola e mi vizia). Però allora perchè la mia padroncina è così triste, che un pò di tristezza viene anche a me?

Io di queste cose non so.. ma forse, forse avrei voluto vedere dei micini miei, provare a crescerli, e poi mandarli nel mondo..

Forse, forse, anche loro avrebbero potuto essere fortunati come me. E felici, come me.

Forse…

Un Veterinario al giorno…

Chi diavolo l’ha inventata questa storia che i gatti hanno bisogno del veterinario?

Se lo becco lo mordo.

Il veterinario ci agita. La macchina ci agita. Gli altri cani e gatti ci agitano. Gli odori ci agitano.

E i gatti agitati sono gatti pericolosi
Molto pericolosi

Guardate me ad esempio
Sono pericolosisssima e si vede

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